Presumere che “royalty-free” significhi “gratuito” o “senza limiti”

Uno degli equivoci più comuni è pensare che le immagini royalty-free siano gratuite o utilizzabili senza restrizioni. In realtà, “royalty-free” si riferisce esclusivamente al modello di pagamento: si paga una sola volta per la licenza, e l'immagine può essere utilizzata più volte senza costi aggiuntivi. Tuttavia, ciò non implica che l'immagine possa essere usata in qualsiasi contesto. Nel Regno Unito e nell’UE, le licenze royalty-free includono comunque termini precisi su come, dove e per quanto tempo è possibile utilizzare un’immagine. L’uso commerciale, la modifica o la redistribuzione possono essere soggetti a limitazioni.
Violazioni di questi termini possono portare ad azioni legali o alla revoca della licenza.

Ignorare l’ambito della licenza: stampa vs. digitale vs. uso globale

Le licenze specificano spesso i parametri d’uso, come il formato, il territorio e la durata. Gli editori tendono a sottovalutare la differenza tra una licenza valida per la stampa e una destinata a piattaforme digitali.
Allo stesso modo, utilizzare un’immagine a livello globale quando la licenza la autorizza solo nel Regno Unito, ad esempio, può costituire una violazione contrattuale.
Se un’immagine è autorizzata per una pubblicazione cartacea nel Regno Unito, ma viene poi riutilizzata su un sito web internazionale o sui social media, potrebbero essere richieste ulteriori autorizzazioni o costi aggiuntivi. È fondamentale che gli editori verifichino se la licenza include i diritti internazionali e copre tutti i canali di distribuzione previsti.

torre dell'orologio big ben
Il quadrante est della torre dell'orologio che ospita il "Big Ben" è fermo alle 12, mentre gli altri quadranti mostrano il d..., 1994-02-02 (foto), / REUTERS/Russell Boyce / Bridgeman Images

Dimenticare di ottenere liberatorie per persone o luoghi riconoscibili

Anche se un’immagine è correttamente licenziata, potrebbe essere comunque necessario disporre di una liberatoria per l’uso dell’immagine di una persona riconoscibile (model release) o di una liberatoria di proprietà (property release) per luoghi, opere d’arte o interni identificabili.
Questo aspetto è cruciale in ambiti commerciali come la pubblicità, il packaging o i materiali promozionali.
La mancanza di liberatorie può comportare rivendicazioni per diffamazione, violazione della privacy o uso improprio dell’immagine. Anche musei, fondazioni o artisti viventi possono imporre restrizioni all’uso delle immagini delle proprie opere. Gli editori devono sempre accertarsi di avere tutte le autorizzazioni necessarie prima della pubblicazione.

Usare immagini da siti “gratuiti” senza leggere i termini

Molte piattaforme offrono immagini “gratuite”, ma le relative licenze sono tutt’altro che universali. Alcune limitano l’uso a scopi non commerciali, impongono l’attribuzione dell’autore, oppure vietano la ridistribuzione. Alcuni siti ospitano contenuti caricati da utenti senza possedere i diritti necessari.
Nell’UE e nel Regno Unito, la responsabilità legale ricade comunque sull’editore, anche se l’immagine è stata ottenuta da una piattaforma di terze parti. I tribunali non accettano “l’ho trovata online” come giustificazione. È buona prassi esaminare attentamente i termini di utilizzo e preferire archivi affidabili che verifichino i diritti.

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Approccio all'atterraggio, 1983 (foto), / © SZ Photo / amw / Bridgeman Images

Interpretare male le licenze Creative Commons

Le licenze Creative Commons (CC) possono essere utili, ma non equivalgono a un’autorizzazione illimitata. Ogni variante (es. CC-BY, CC-BY-NC, CC-BY-SA) ha regole precise su modifiche, attribuzione e uso commerciale. L’uso scorretto delle immagini con licenza CC è un problema crescente nel settore editoriale, e i titolari dei diritti possono far valere legalmente i propri diritti in caso di violazione.
Gli editori dovrebbero conoscere le differenze tra i tipi di licenza e fornire sempre le attribuzioni richieste.

Ecco una panoramica dei principali tipi di licenza CC:

  • CC-BY (Attribuzione): Uso, modifica e distribuzione sono consentiti anche a fini commerciali, con attribuzione all’autore originale.
  • CC-BY-SA (Attribuzione – Condividi allo stesso modo): Come sopra, ma le opere derivate devono essere distribuite con la stessa licenza.
  • CC-BY-ND (Attribuzione – Nessuna opera derivata): L’opera può essere riutilizzata, anche commercialmente, ma non modificata e solo con attribuzione.
  • CC-BY-NC (Attribuzione – Non commerciale): Uso e modifiche sono consentiti solo a fini non commerciali, con attribuzione.
  • CC-BY-NC-SA (Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo): Come sopra, ma le opere derivate devono avere la stessa licenza.
  • CC-BY-NC-ND (Attribuzione – Non commerciale – Nessuna opera derivata): La più restrittiva: consente solo il download e la condivisione non commerciale, con attribuzione, senza modifiche.

Verifica sempre i requisiti della licenza sul sito originale, e in caso di dubbio, consulta un legale o opta per archivi professionali.

Non conservare la documentazione e i registri delle licenze

Anche se le licenze sono state ottenute correttamente, una gestione disorganizzata dei documenti può causare problemi in futuro – soprattutto nel settore editoriale, dove i contenuti vengono spesso riutilizzati, adattati o ristampati a distanza di anni. Senza documentazione, potrebbe essere difficile dimostrare di avere il diritto di usare un’immagine, specie se l’agenzia licenziante o il fotografo non sono più reperibili. Le migliori pratiche prevedono sempre la conservazione di copie digitali di contratti, termini d’uso, liberatorie e corrispondenza. Un archivio chiaro delle autorizzazioni tutela il tuo lavoro e garantisce la sicurezza in tutte le pubblicazioni future.

Vuoi saperne di più?

→ Capire le licenze d’immagine per libri, pubblicità e istruzione
→ Guida al Fair Use per editori e redattori
→ Cos'è il copyright e quando scade?



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